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giovedì 27 agosto 2009

Capri, riapre la Grotta Azzurra: è sicura i sindaci erano pronti alla rivolta

CAPRI : riapre la Grotta Azzurra

Lo hanno annucniato trionfanti dicono i sindaci di Capri e Anacapri, Ciro Lembo e Franco Cerrotta, dopo l'abrogazione dell'ordinanza della capitaneria di porto di Napoli che aveva vietato l'accesso al sito noto in tutto il mondo. Stamani la Grotta Azzurra era rimasta ancora chiusa in attesa dei risultati delle analisi dell'Arpac, che hanno poi confermato l'assenza di sostanze nocive in mare. I sindaci avevano minacciato una azione di forza per riapire la grotta. L'ingresso alla grotta è stato interdetto da un'ordinanza firmata dal contrammiraglio della Capitaneria di Napoli, Domenico Picone.La guardia costiera ha sbloccato i battellieri, che hanno rimesso le barche in mare, tirate a secco nella giornata di ieri, in seguito al divieto. Il provvedimento è stato sollecitato da un fax dei sindaci di Capri ed Anacapri alla Capitaneria di porto di Napoli, nel quale gli amministratori chiedevano la revoca dell'interdizione, in base ai dati negativi delle analisi effettuate dall'Arpac. Nella nota di sollecitazione, Lembo e Cerrotta hanno aggiunto considerazioni sulle condizioni meteomarine di oggi, ottimali per lariapertura della Grotta, e hanno sottolineato i gravissimi danni all'immagine e all'economia dell'isola di Capri, riservandosi eventuali azioni legali di risarcimento; hanno infine accennato al grande malumore della popolazione isolana, e alla possibilità che la situazione si potesse ripercuotere sull'ordine pubblico.Una motovedetta della Guardia costiera continua intanto a monitorare l'accesso dell'antro: lo specchio d'acqua antistante, in un raggio di venti metri dall'ingresso.Soddisfazione per la riapertura della Grotta Azzurra, ma anche «amarezza per il grave ed ingiustificato attacco mediatico teso a distruggere l'immagine dell'isola» è stata espressa dai sindaci di Capri e Anacapri. Sottolineando che le analisi dell'Arpac hanno confermato «l'assenza di elementi inquinanti nella Grotta Azzurra», e ribadendo il proprio impegno per la difesa ambientale dell'isola, i sindaci concludono: «Capri è e resta uno dei posti più belli del mondo e una delle capitali del turismo mondiale».Il comandante di corvetta della Guardia costiera di Capri, Marino Bertocci, si dichiara soddisfatto della riapertura della Grotta Azzurra. Il tutto dopo una mattinata carica di tensione: l'autorità marittima infatti temporeggiava, dopo la diffusone dei dati sulle analisi, in attesa di un verdetto definitivo dell'Agenzia regionale per l'ambiente. La capitaneria di Porto di Napoli ha ceduto di fronte alla minaccia dei sindaci? «Assolutamente no, noi non accettiamo ricatti - risponde Bertocci -. L'ordinanza è stata firmata a prescindere dalla sollecitazione dei sindaci di Capri e Anacapri. L'ammiraglio Picone è venuto in possesso di elementi che gli hanno permesso di emettere ulteriori atti amministrativi». Cioè i dati definitivi dell'Arpac? «I dati di stamani erano già definitivi: eravamo stati indotti in errore da un fax che li segnalava come parziali, ma l'agenzia regionale per l'Ambiente parlava in realtà di anticipazione del rapporto definitivo. Quindi la grotta è sicura».«Con molta soddisfazione - è la conclusione - possiamo dire di avere risolto con tempestività ed equilibrio una situazione che aveva creato preoccupazione, non sotto il profilo delle visibilità personale, cosa a cui siamo estranei, ma sotto il profilo della tutela e della salute dell'uomo». E quel gesto di rottura dei sindaci guasterà i vostri rapporti? «Quella minaccia decade automaticamente. Certo, se avessero provato un'azione di forza, avremmo agito di conseguenza». Ieri il provvedimento è stato pubblicamente bocciato dalla Regione Campania, che attraverso i suoi assessori regionali all'Ambiente e al Turismo ha parlato di atto irresponsabile, smentendo che nella Grotta siano stati trovati liquidi oleosi o sostanze chimiche aggressive. Picone ha difeso l'ordinanza, sostenendo che sarà disposto a revocarla immediatamente in presenza di dati certi sulle condizioni dell'acqua della Grotta Azzurra, e dunque solo in seguito alla diffusione dei risultati dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, che dovrebbe renderli noti oggi.

martedì 25 agosto 2009

La Grotta Azzurra è inquinata

Che vergogna!!!
La Grotta Azzurra di Capri che era stata interdetta alle visite dei turisti per la presenza di una chiazza bianca che aveva provocato tosse e occhi arrossati e'stata di nuovo fruibile per un'ora questo pomeriggio. Questa mattina l'accesso era stato chiuso dai carabinieri. Continuano le analisi e le valutazioni per comprendere lanatura del fenomeno e tra le ipotesi spunta quella di infiltrazioni da tubi del depuratore o delle piscine delle strutture ricettive soprastanti la cavita' naturale. Secondo le testimonianze raccolte i turisti hanno accusato all'interno della grotta malori, senso di nausea e anche lacrime. Sul posto si sono recati i biologi dell'Arpac per il prelievo dei campioni e i tecnici del servizio di prevenzione della Asl Napoli 1 Centro che dovranno effettuare sui dati forniti dall'Arpac la valutazione sanitaria. La Capitaneria di Porto ha intanto avviato un'inchiesta.
Il sindaco di Capri, Ciro Lembo, sostiene che "a provocare la schiuma biancastra forse sono stati i rifiuti provenienti da un bar e da un ristorante che si trovano nei pressi della Grotta azzurra".
Il sindaco Lembo (sono due i comuni dell'isola, l'altro e' Anacapri, nel cui territorio ricade la Grotta azzurra) ha poi espresso parole di comprensione nei confronti dei barcaioli. "Da stamattina queste persone non stanno lavorando. In un momento cosi' critico per il nostro paese e' grave quello che e' avvenuto".
La chiusura della Grotta Azzurra di Capri arriva a distanza di pochi giorni dallo scandalo che ha coinvolto un noto imprenditore dell'isola sorpreso dai carabinieri mentre versava in mare decine di bottiglie di vetro frantumate. In precedenza, il 18 agosto scorso, due operai di una ditta erano stati arrestati perche' avevano scaricato liquami nello specchio d'acqua antistante la Grotta Azzurra.
Alla Grotta Azzurra, lunga circa 60 metri e larga circa 25, si accede salendo su piccole barche a remi, in due o tre persone, e stando stesi sul fondo si attraversa il varco naturale aperto nella roccia. La volta, definita Duomo Azzurro, ha un'altezza media di 7 metri arrivando a 14 nella parte piu' interna. Oltre al Duomo Azzurro, che e' quello piu' visitato, la grotta si articola in altri ambienti: alla destra della grotta, in fondo, si aprono le tre diramazioni della Galleria dei Pilastri che poi convergono in un unico passaggio che conduce alla Sala dei Nomi, cosi' chiamata per le firme dei visitatori posti sulle pareti; il passaggio poi va restringendosi fino alla Sala della Corrosione che e' una caverna scavata nella roccia.
La colorazione azzurra tipica della Grotta e' dovuta al fatto che la grotta prende luce da un'apertura sottomarina, in tal modo la luce viene filtrata dall'acqua che lascia passare soltanto la componente azzurra. La Grotta Azzurra e' conosciuta sin dal tempo dei Romani e si pensa che al tempo di Tiberio, fosse utilizzata come ninfeo marino. In seguito la grotta rimase sconosciuta, anche perche' i pescatori dell'isola credevano che vi dimorassero spiriti maligni.La riscoperta che la resa famosa fu merito del poeta e pittore tedesco August Kopisch, accompagnato nell'impresa dal pittore Ernst Fries, dal pescatore Angelo Ferraro e da Don Giuseppe Pagano. Da allora la grotta e' stata visitata da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo.